Il secondo video di Micali for President
Le anticipazioni di ieri su quanto concerne il discorso di come intenderemo impostare il massimo campionato a partire dal 2013 vengono oggi affrontate più in profondità da Antonio “Nino” Micali, ovvero il candidato alla poltrona della Presidenza Federale del nostro gruppo che come tutti sapete si pone il chiaro obiettivo di apportare significative e soprattutto “percorribili” riforme per rilanciare nel vero senso della parola il movimento. Ecco a voi il secondo video intervento di Nino Micali. Buona visione.
Quindi: si alle deroghe, stop alle franchige. Non e’ una grande rivoluzione….
E poi, scusate, quali sono gli ‘ovvi motivi’ che impediscono ancora il divulgare del programma completo?
Se mi dichiaro in disaccordo, preferendo l attuale indirizzo, sono per forza ‘lecchina’ o posso, in liberta, fare questa scelta?
scusate ma a palermo, gran bel campo ma male gestito, chi giocherebbe?
una curiosità ma come vengono erogati 25000 euro alle società partecipanti alla ibl ?
Daniela, abbia pazienza, più o meno alla fine della prossima settimana capirà che cosa sono gli “ovvi motivi”.
Ovvio che il nostro “capirà” sta a significare che “capirà se vorrà capire”, perchè non è escluso che non capisca appieno ciò che diremo, oppure potrebbe anche capire ma essere in disaccordo.
Comunque, abbia pazienza. Ogni cosa a suo tempo.Del resto c’è più tempo che vita.
ancora troppo fumosi/lacunosi con un candidato presidente che è solo al secondo intervento ..pochino, non mi sembra un uomo forte per battere fraccari. qualsiasi sia il giudizio su fraccari non si può negare che comunque sia uno che abbia carisma, personalità. qui non ne vedo.
Forse riusciamo a fare un girone a 3 squadre in Puglia…ma ancora non si sa nulla di certo
Cioe mi trattate da fessa solo perche in disaccordo?
Alla faccia! Che bella idea di democrazia che avete.
Presumo che, in caso di vostra vittoria, vi circondeete solo di yes men…
Daniela,
non per essere scortesi, ma Lei non vuole capire niente o fa finta di non capire niente. A noi non interessa un fico secco se Lei è in disaccordo con noi. Il significato del nostro scritto era questo: Lei capirà benissimo che cosa scriveremo, ma giocando il classico ruolo del “bastian contrario” troverà sicuramente da ridire. Non si offenda. Non la volevamo offendere. Comunque onde evitare altri “qui pro quo”, non risponderemo più alle sue domande, anche perchè ci sembra ormai abbastanza chiaro che Lei interviene soprattutto per provocare. Questo non ci spaventa affatto, ma non ci stimola. Questo suo comportamento è un comportamento da “bassa lega”. Noi siamo qui per corstruire. Questo è bene che Lei ed i suoi amichetti non ve lo dimentichiate.
Abbiamo in serbo tante di quelle belle sorpresine che faranno ricrescere i baffi in men che non si dica a qualcuno che conosce bene.
Alle provocazioni, agli attacchi, ci siamo ormai più che abituati e siamo belli e vaccinati.
“Una domanda”,
un candidato presdiente che è solo al secondo intervento, è un po’ pochino?
Eh, eh eh eh, la sua affermazione in codice è facilissima da decifrare e non stiamo a spiegarla. L’hanno capita tutti molto bene.
Giochiamo a fere i furbetti del quartierino?
In Fibs anche i muri sano che il signor Riccardo Fraccari, pur preso dai suoi vari impegni internazionali, si ricandiderà ancora per la poltrona di Presidente Federale. Però non lo dice ufficialmente. Però non ha ancora detto nulla in merito al programma che presenterà. Pardon, forse è meglio che non dica nulla, perchè è da undici anni che deve far partire dei progetti e non abbiamo ancora visto nulla muoversi. Anzi, qualcosa si è mosso, ma al posto di muoversi in avanti, si è mosso all’indietro.
Signor “unadomanda”, perchè non chiede espressamente e pubblicamente al signor Riccardo Fraccari se è vero che si ricandiderà e quando farà il suo primo discorso ai tesserati?
Signor “una domanda”, anche per Lei vale la stessa considerazione fatta con la signora “Daniela”. Alle provocazioni non risponderemo più.
Sappiate comunque che le provocazioni non ci storncano, anzi, ci fortificano.
Signorina.
Provocazioni le mie? Vi sfido a trovare una frase nei miei scritti puramente provocatoria.
Mi limito ad evidenziare quello che voi affermate…. Leggetelo un po come vi pare…
Avete avuto dalla vostra qualcuno quando avete evidenziato le cose che non vanno, poi nel passaggio alla proposta le truppe si sfaldano…
Io provoco? Rileggetemi e rileggetevi.
1) “adotteremo una politica molto elastica, con regole certe”
Quale delle due?
2) “calendario a concentramenti”
ottimo: proprio alcune “realtà numericamente sviluppate” sono pienamente d’accordo (vedi l’esperimento in discussione per le Cadette Lombardia)
3) “i dettagli per motivi di sicurezza ve li faremo sapere a tempo debito”
e che caspita, sei candidato a dirigere cosa: la FIBS o la CIA?
Dài, aspettiamo cosa?
Bisognerebbe che le Vostre idee circolassero già nelle riunioni organizzative dei campionati regionali…
Così sareste protagonisti davvero, e verificheremmo come lavorate.
In Lombardia, dove siete?
Condivido la reintroduzione delle promozioni/retrocessioni, ma solo se si attua una nuova impostazione del campionato in modo da eliminare il divario con la serie cadetta per evitare alle società retrocesse gli sconquassi che abbiamo visto fino quando Fraccari ha pensato di risolvere questo enorme problema abolendole. Problema, tuttavia non risolto del tutto perché si può retrocedere anche per cause diverse dalla classifica, come dimostra il Grosseto …
La cosa è possibile con l’adozione di una nuova impostazione dei campionati, come ho largamente descritto in altre occasioni, che prevede la creazione di “tre diversi livelli tecnici” all’interno di ogni campionato ottenibili introducendo la fase di “qualificazione” nella prima e breve parte della “regular season”. In concreto si dovrebbe allargare il torneo a 18 squadre divise in tre gironi e, al termine della fase di qualificazione e in funzione dei risultati ottenuti, raggruppate in altri tre gironi di forze omogenee: si avrebbero quindi tre livelli tecnici l’ultimo dei quali è molto vicino a quello della serie cadetta. Eliminato il divario tra le due serie, i passaggi dall’uno all’altro campionato non costituirebbe più ragione di crisi o di ristrutturazione dell’intero (o quasi) organico giocatori e della struttura della neopromossa.
L’allargamento del campionato a 18 squadre divise in tre gironi da disputarsi con la“regular season” divisa in due fasi comporta questi vantaggi:
- rende più facile il rientro delle grandi piazze (sedi anche dei più importanti quotidiani sportivi d’Italia);
- consente ad ogni club promosso di evitare di gettare all’aria il roster che gli ha consentito di ottenere la promozione;
- per la stessa ragione, in caso di retrocessione, la squadra non va più incontro al dissolvimento proprio per non aver smantellato il roster;
- con la scelta responsabile della neopromossa di continuare col proprio roster limitando il rinforzo a soli pochissimi acquisti, il baseball intero beneficia del “valore aggiunto” del maggior numero di giocatori italiani che vengono a contatto col top del baseball e che quindi crescono tecnicamente;
- dopo l’iniziale breve fase di qualificazione, nella fase successiva si ottiene l’attuale alto livello tecnico e competitivo che, anzi, si rafforza perché il gruppo che si contenderà il titolo sarà di sei squadre.
Concludendo, l’allargamento a 10 con girone unico non corregge le attuali storture e rischia , ancor più dell’attuale (di solo otto squadre), di offrire un campionato squilibrato per tutta la stagione con forte aumento del numero delle partite interrotte per “manifesta”.
Mi permetto, quindi, di suggerire a Micali di riconsiderare questo punto a mio avviso basilare, cogliendo l’occasione di farsi promotore della ben più concreta ed utile riforma dei campionati come sopra indicato: questa novità avrebbe sicuramente più risonanza ed effetti più concreti di quelle introdotte da Fraccari, lodate nientedimeno da Petrucci come novità assolute nello sport italiano, ma che non hanno avuto alcun seguito nei media e nel pubblico.
Quanto alla riduzione da tre a due delle partite, pur comprendendo le ragioni esposte da Micali, ho delle serie riserve di carattere tecnico.
Ezio Cardea
la mia non era affatto una provocazione e comunque la frase “Sappiate comunque che le provocazioni non ci storncano, anzi, ci fortificano.” ricorda tanto quella di qualcunaltro “molti nemici molto onore”
Ottime idee, condivido in pieno! Giusto bisogna partire dal basso per rimettere in sesto il movimento…! Incentivare al nascita di nuove società soprattutto dove il baseball ancora non c’è.
Buona presentazione MICALI: giovane, deciso, pulito, sincero, idee chiare, dalla parte della base e non del vertice. Bravo, complimenti.
E gli altir candidati presidenti dove sono? Cosa aspettano?
e del softball quando ne parli?
giusta una piccola considerazione da un NON addetto ai lavori. Il Sig. Micali parla anche lui di “deroghe” …… beh visto la battaglia che stiamo portando avanti nel softball contro le “cosidette” deroghe della FiBS…… la cosa ,confesso, mi mette qualche brivido…..
potreste spiegare quale è il progetto per aumentare le squadre nel sud (campania, puglia e sicilia)
scusate mi spiegate cosa c’entra la federazione con la diminuzione delle società in sicilia ???
mi potreste spiegare quale è il progetto per aumentare le squadre nel sud (campania, puglia e sicilia)
scusate mi spiegate cosa c’entra la federazione con la diminuzione delle società in sicilia ???
Io mi continuo a chiedere come mai in Italia si vuole giocare e organizzare il baseball in maniera diversa di dove questo sport è forte.
Non rispondere alle domande è sempre una tattica perdente. Questa volta difendo Daniela che non dice nulla di provocatorio.
Le sue domande sono continue occasioni per voi di spiegarvi, chiarire. Sfruttatele a vostro favore. Se vi mostrate offesi date subito un segnale di debolezza. Inoltre se non rispondete più non fate altro che adottare la tecnica che attribuite al vostro avversario.
E perchè “le affermazioni in codice facilissime da decifrare” non le spiegate? Sono segreti anche questi? Comunque aspettiamo le sorpresine e l’immancabile arma finale per decidere del vostro progetto.
Io stavo per chiedere il perchè di una presentazione video senza pubblicare il testo scritto ma non vorrei passare per un provocatore.
Concordo pienamente con la teoria di abolire i campionati di èlite. Nel softball la proposta l’avevano già fatta ma fu stroncata dagli interessi dei soliti noti………quello che ci vuole sono due belle serie A uniche a 18 squadre con la formula che Cardea esrpime ottimamente nel suo intervento. Ci sarà qualche partita squilibrata? Pazienza ma intanto si gioca e si migliora!!! Altrimenti rassegnamoci a rinchiuderci sempre di più nella nostra NICCHIA con 6/8 squadre ed amen!!!
@stkaiser
giusto per mia informazione, quali erano le proposte già fatte x il softball ?
A questo proposito mi piacerebbe conoscere cosa, il gruppo aspiranti a sostituire Fraccari, propone per il mondo del softball che è in situazione pre-agonica.
Della volontà di proseguire con le deroghe ho già detto. ma cosa si ensa della possibilità di estendere la possibilità per le ragazze di guocare a baseball sino a 15 anni ? a me sembra demenziale….
Penso che l’estensione di far giocare le ragazze a baseball fino a 15 anni è una trovata per rubare al softball quelle poche che ancora ci sono. Però poi nel softball possono lanciare al massimo quattro riprese, poi un solo lancio viene conteggiato come un inning lanciato completamente !! Ma allora che regolamenti sono questi !!!! Forse si ritorna a pensare al campionato di baseball femminile!! Ma se non abbiamo atlete neanche per i campionati di softball !! Cerchiamo di essere più realisti !!!!
All’interrogativo di Marco Mignola “Io mi continuo a chiedere come mai in Italia si vuole giocare e organizzare il baseball in maniera diversa di dove questo sport è forte”, azzardo una risposta. Credo che il baseball negli USA non sia nato strutturato com’è, ma abbia assunto l’attuale impostazione solo dopo aver raggiunto la massima divulgazione possibile.
Il baseball italiano, invece, di strada ne deve fare ancora tanta … e non credo che ne possa fare molta se il massimo campionato viene imprigionato in una gabbia per entrare nella quale la “materia prima” è costituita dai soldi. Il nostro sport è ancora troppo piccolo, muove “media” soprattutto locali e i capitali attirati sono troppo modesti. Si aggiunga che si è puntato anche su un appoggio MLB che non è arrivato forse proprio a causa dell’entità del nostro movimento troppo modesta per dar luogo a “business”.
A questo punto è giusto porsi l’interrogativo: l’abolizione delle “retrocessioni/promozioni” e l’introduzione dell’obbligo delle “franchigie” in IBL hanno avuto un riverbero positivo o negativo su tutto il baseball? Sembra arduo dimostrare che le accennate novità abbiano portato miglioramenti. Ma se il permanere in questo stato di “galleggiamento” non ha riflessi negativi diretti su tutto il baseball, di certo si ripercuote negativamente in modo indiretto.
Ben vengano, pertanto, iniziative tendenti ad uscire da tale inerzia, e da parte nostra è opportuno contribuire in modo più pacato possibile ad evidenziare di ogni proposta le positività e le negatività, motivandole e, possibilmente, indicando soluzioni alternative.
Ezio Cardea
Prendendo spunto dalle dichiarazioni del Sigor Micali ed escludendo a priori ogni argomento tecnico, organizzativo, logistico,… cui peraltro non sono assolutamente competente, ma focalizzando l’attenzione su argomentazioni velatamente etiche riguardante la parità dei ” sessi “, vorrei chiedere alcuni chiarimenti. Sono il papà di una giocatrice di Softball nata
nel 1997. All’età di sette anni, ha conosciuto ed in seguito ha praticato il Baseball fino al momento di … cambiare forzatamente e dedicarsi ad un’altra disciplina sportiva: il Softball. L’ha fatto ” turandosi il naso ” e con la consapevolezza di dover percorrere non meno di 150 Km. ogni volta che avrebbe dovuto partecipare agli allenamenti e/o partite. Al di là della storia personale e strappalacrime, vorrei a questo punto chiedere: perchè una femmina appassionata di calcio può continuare a praticare il proprio sport preferito anche in età “grandicella”? Perchè una femmina appassionata di rugby può continuare a praticare il proprio sport preferito anche in età “grandicella”? Perchè una femmina appassionata di basket, pallavolo, ciclismo, arti marziali, pugilato… può continuare a praticare il proprio sport preferito anche in età “grandicella”? Perchè, invece una femmina appassionata di Baseball, al termine del tredicesimo anno d’età non può più praticare il proprio sport preferito ma, se vuole continuare, deve giocarne uno che ne è solo la parvenza? Se lo sviluppo del Softball maschile e femminile è assolutamente compatibile con quello del Baseball, perche non lo può essere il Baseball femminile? Perchè le società interessate solamente al Baseball devono, strada facendo, salvo alcune eccezzioni, disincentivare e demotivare quelle femmine che “disgraziatamente” vengono a far parte dei loro primi organici? Grazie dell’attenzione, da un semplice appassionato Francesco Repetti – Piacenza.
Mary, il giocare fino a quindici anni a baseball per una ragazza, serve a non farla smettere se non ha softball nella sua citta…
Come poi scrive Francesco, le esigenze possononessere tamte e diverse e le scelte di una federazione devono tener conto di tutto cio…
@repetti
Non esiste la minima possibilità di creare IN ITALIA quattro discipline (baseball maschile/femminile e softball femminile/maschile)
tecnicamente, e quanto a numeri.
tecnicamente: il softball maschile non è simmetrico al baseball femminile.
Dai 15/16 anni in su non ha nulla a che vedere con il ragazzino che a 10/12 anni gioca a softball con le ragazze (e che ci sta: a dieci, dodici anni, va benissimo che giochino insieme).
Ma quando comincia a tirare da 13 metri un giovane uomo di 15 anni e un altro batte… nessuna donna vorrebbe ricevere quel lanciatore o stare in terza a prendersi la linea che le ritorna da una mazza drop 6 di alluminio girata da un animale di 90 chili.
E’ uno sport molto più “duro” del baseball quanto a rischi (tanto che esiste nei Paesi dove la cultura sportiva prevede sport “maschi” come il rugby; viene giocato storicamente nel circuito delle basi militari USA/Canada/Australia/Israele/Germania/Esteuropa/Filippine/Svizzera/Inghilterra ecc. e l’altro filone Russia/Venezuela/Cuba ecc).
Distanze accorciate (quindi tempi compressi e reazioni più rapide) e mazze di alluminio sommate a forza maschile…
… per quanto mi dispiaccia (da ex-giocatore di softball) il softball maschile in Italia non ha chance. Facciamolo pure (anche perché in varianti amatoriali o semi-amatoriali serve a molti scopi), ma non pensiamo di costruirci sopra strategie di reclutamento.
Vediamo di avere muscoli e testosterone abbastanza per fare baseball, il softball maschile lasciamolo a chi ha il fisico e le condizioni culturali.
Adesso passiamo al baseball femminile.
Idem.
Metti una catcher di 19 anni su un campo regolare, a tirare in seconda. Prova.
Prova a mettere una battitrice di 16 anni a girare una mazza di legno 34 drop 3 e cercare di arrivare alla rete. Lo sai, sì?, che finite le giovanili, nel baseball è finito anche l’alluminio, e bisogna girare una clava?
E che la miglior baattitrice straniera della ISL, con un chilo e rotti di mazza di legno in mano e contro una palla che viaggia un 30% più veloce, arriverebbe fuori dal diamante una volta su otto?
E infine:
A me sembra evidente che per “baseball femminile” si intenda (tu compreso) NON “baseball femminile”, bensì “baseball misto”. Allora diciamolo a parole chiare. E vediamo se è possibile.
Si desidera il baseball misto per due motivi: numeri che scarseggiano, e difficoltà a sganciarsi dal gruppo amicale che la ragazza ha frequentato negli anni critici della prima adolescenza.
Parlo con qualche cognizione di causa perché ho avuto in squadra cadette (14, 15 anni) provenienti dal baseball, e che soffrivano SOSTANZIALMENTE E PRINCIPALMENTE la separazione dagli amici con cui erano cresciute.
Non gli mancava certo il “pickoff del lanciatore”, o lo staccarsi dalle basi prima del lancio. Gli mancava Piero, Giovanni e Giacomo! Dài!
E qui c’è il problema tecnico, daccapo:
tua figlia non ha giocato a baseball con altre 12 ragazze. Non avrebbe continuato con dodici ragazze.
ha giocato in una squadra mista, e si sarebbe trovata a 15, 16, 20 anni a dividere il campo con giocatori MASCHI di quelle età.
Sai cos’è un interbase maschio di 19 anni quanto tira una sassata a quindici metri alla tuia principessa che gioca in prima?
Un quarto in battuta maschio di 18 anni che scivola sulla tua secondabase o catcher femmina?
O diventa baseball amatoriale, con regole che proteggono i giocatori donna abbassando la competitività del gioco (tanti saluti allo sport),
o qualcuno si fa male.
Quindi:
a) baseball misto: a me a 15 anni sembra già arrischiato, a 18 sarà impossibile. la ragazza smetterà a 16 invece che a 15. Che bel risultato!
b) compensare il baseball femminile con il softball maschile: è un nonsenso tecnico.
c) baseball interamente femminile: non ci sono i numeri.
Se la società in cui giocava tua figlia avesse avuto 12 cadette, avrebbe fatto una squadra di softball
Che fra l’altro Piacenza ha avuto, e anche una bella squadra.
Quindi: che scopo ha spostare di un anno in avanti, correndo dei rischi, il momento inevitabile in cui l’alternativa sarà “softball o smetto”?
Non entro nel paragone con rugby e calcio femminili.
Ho in squadra una ragazza che, all’età cadette, ha… mollato il calcuio misto per… guiocare a softball, quindi…
… forse la transizione adolescenziale verso l’identità di genere non è così semplice e manipolabile come la presenti, nemmeno nel calcio
Ringraziando per le risposte al mio intervento, vorrei però precisare che per Baseball femminile, non intendo quello “misto” ma quello giocato da solo “femmine”. Nessuno ha mai parlato di far affrontare ragazze con “orsi” di 90 Kg. Lo scoglio delle mazze di legno si potrebbe affrontare come si fa nel Baseball fino alla categoria under 21 ( alluminio ). Anche in molte partite di Softball cui ho assistito le battute non hanno prodotto frequentissime “uscite dal diamante” specie quando almeno la metà di esse nascevano da “smorzate”. Sinceramente non ho intravisto nessun problema tecnico insormontabile che possa farmi cambiare idea sul Baseball femminile. Una cosa invece mi ha preoccupato molto: la risposta di Ozy, punto c) …..non ci sono i numeri e da quel poco che vedo, di questo passo non ci saranno i numeri nemmeno per il Softball. Confermando che sono solo un appassionato e scusandomi per le “bestialità” che magari ho scritto, carissimi saluti Francesco Repetti (Piacenza)
I numeri per il softball non ci sono già adesso.
E i numeri per il baseball solo femminile non ci saranno.
Chi oggi non riesce a mettere insieme 12 ragazze per il softball, non riuscirà domani a mettere insieme 12 ragazze per il baseball.
Non solo: ma ne deve mettere insieme almeno 24, sennò non giocheranno. Con chi?
Se a 5 chilometri c’è una sqaudra di softball, perché non manda lì le ragazze?
Se la squadra di softball non c’è, perché un’intera regione genera 12 atlete femmine di batti-e-corri, cosa te ne fai della squadra di baseball femminile?
A me schiettamente pare che il “baseball femminile” sia un’invenzione new age, a tavolino, senza storia (se non simpatici episodi sporadici da film, citati senza conoscerne la storia), senza radici, senza basi tecniche [atlete 25% più piccole e campo 30% più grande? geniale...],
e destinata a avere la diffusione del pugilato femminile, o del nuoto sincronizzato maschile.
Roba che piace molto ai giornalisti, che “suona bene”,
ma che non “quaglia” con la tecnica, con la fisiologia e con lo spirito del gioco.
Vedo che molto gentilmente e lealmente precisi di non essere tecnicamente competente.
Allora ti rispondo in modo altrettanto cortese (non è condiscendenza) facendo l’esempio più semplice:
a) esiste una versione tradizionalmente “femminile” del baseball (softball), in cui le misure del campo e i materiali sono più adeguati al fisico femminile
b) ci sono difficoltà a formare sqaudre di questo sport
c) per rimediare, allunghiamo il campo del 30%, rendiamo il tiro e la battuta più difficili [nella tua risposta sei costretto a rincorrere: "allora usiamo le mazze di alluminio". Esatto: e una palla più grossa che viaggia meno veloce, e un campo più piccolo. E allora magari chiamiamolo "softball"...]
e
d) sradichiamo questo sport dalle “radici” che in Italia già ha, e che almeno garantiscono alle ragazze il “traino” di alcuni centri di eccellenza, di alcune tradizioni regionali, di alcuni tornei già ben avviati, di una scuola tecnica con qualche pregio, di una Nazionale oggi criticabile per molti versi ma che sta lavorando…
… per ricominciare tutto da capo?
e) intendo: convertiamo al baseball femminile (cito a caso, elenco non esauriente, è un misto di società e eventi) Bollate, Caronno, Parma, Legnano, Sala Baganza, Collecchio, Langhirano, San Martino Buonalbergo, eccetera eccetera…
… per… ?
Guarda, secondo me… non voglio dirti che “babbo natale non esiste”, ma…
…il “baseball femminile” non è una realtà, tantomeno quella che siogni epr tua figlia.
E’ uno slogan che ha un solo scopo:
in relazione al rientro del baseball nel movimento olimpico, e’ necessario mettere su carta l’esistenza di questa disciplina.
Stop.
Ozy ha ragione, il baseball femminile non c’è e non ci sarà.
Ma il problema delle ragazzine che a dodici anni non vogliono pensare all’idea di passare al softball esiste. E bisognerebbe lavorarci sopra. Ne ho conosciute un bel po’, con problemi acutizzati dall’atteggiamento di alcunio tecnici baseball che sanno che non vale la pena investire nelle ragazze perchè tanto tra due anni passano di là (e lo dicono).
Quindi ritengo che una riflessione andrebbe fatta molto approfonditamente.
Tra l’altro per le famiglie non è da sottovalutare il problemi dei fratelli, la sorellina di chi gioca a baseball gioca a baseball per forza. Stesso campo, stesse persone, spesso stessi genitori che hanno più figli e con i quali si cementa il meccanismo dell’accompagnamento/ritiro figli.
Giuseppe(2) pur essendo pragmatico e realisticamente condivida anche lui l’insussistenza delle mie “ragioni”, ha comunque posto degli interrogativi e mi consola il fatto che si sia accorto dei disagi di alcune ragazze che dal Baseball debbano forzatamente cambiare disciplina sportiva. Io me ne sono accorto come genitore e vi posso garantire di aver “sudato sette camicie” per convincere mia figlia a proseguire. Torno però a ripetere che secondo il mio parere, non vi sono a priori difficoltà tecniche insormontabili per creare le basi di un Baseball femminile. Mi ricordo le prime partite di calcio femminile e delle ilarità che hanno scatenato. Mi ricordo le prime partite di rugby femminile e dei “pesanti” apprezzamenti degli addetti ai lavori….. eppure c’è chi ha perseverato ed ha permesso a tante ragazze di socializzare e divertirsi in sports di squadra che non fossero solo quelli giocati in palestra. Il fatto che realisticamente non ci siano i numeri non deve essere per forza un alibi per non affrontare più concretamente il “fenomeno” e considerare il Softball come il “non plus ultra” della versione femminile del Baseball. Francesco Repetti (PC)
visto che abbiamo una libera piazza dove poter discutere magari anche delle cose più bizzarre ed inattuabili azzardo : costa osta a che la FIBS/CONI(?) possa “obbligare” ovviamente incentivando e rendendo la cosa “appetibile” finanziariamente…… le società di baseball ad avere anche la divisione softball organizzando le società sul modello del Bollate ? Ovvero strutture aperte come centro di aggregazione giovanile spazi verdi non solo finalizzati alla specialità sportiva, camp estivi e così via.
Dove è che sbaglio ? Ozy dammi conforto.
Livio:
Qualcuno ha suggerito l’”OBBLIGO” per le società di baseball di fare anche softball.
Mah…
Non è la stessa cosa dell’ “obbligare” chi fa softball seniores a fare anche giovanili. Lì si tratta solo di VOLONTA’ e INDIRIZZO, mentre nel salto fra baseball e softball si tratta di trovare anche tecnici, materiale e adattare il campo…
Quindi l’OBBLIGO mi sembra eccessivo. Parliamone.
Gli “INCENTIVI”, sono una parola magica che non dice niente. Cosa sono: finanziamenti? Ma dài…
Piuttosto, mi sembra sensato ciò che accade – per citare il cortile di casa – tra Caronno e Senago, o tra Bollate e Senago, o tra Bollate baseball e Bollate softball.
La sorella e il fratello scendono a due fermate diverse dell’autobus, hanno presidenti diversi e allenatori diversi (che manco si vedono sempre di buon occhio)…
… eppure giocano tutti e due nella stessa città/circondario, vanno insieme alle partite della A sia baseball sia softball, ecc.
Qual è stata la ricetta? Chiederei ai vari Colombo, Soldi, Turconi, ecc… ci hanno messo 40 anni, immagino che la ricetta non sia “compra scongela e metti in tavola”…
Francesco e Giuseppe2:
“dare un futuro alle ragazze che fino a 12 anni hanno giocato a baseball” è OVVIAMENTE una priorità (lo dici a me che faccio softball!…).
Ma la cultura che voi stessi denunciate (“tanto la ragazza smetterà”…), è appunto uno dei motivi per cui non credo che il mondo del baseball sia la soluzione al problema.
Quanto al “dramma interiore” della ragazza che pensa “oddìo devo cambiare sport, andare a fare softball, io che amavo tanto il baseball”: ahem… COSA le hanno raccontato del softball? Che si gioca con i pattini? Che si batte con una racchetta da tennis? Che il catcher usa le pinne? Che non correrà mai più sulle basi? Che ci sono 5 strike e 2 ball? Che gli allenatori sono tutte monache grigie con la frusta? Che ti obbligano a mettere il tutù?
Non so… Cosa cambia fra il dirle “dall’anno prossimo giochi solo con le ragazze a baseball” e “giochi solo con le ragazze a softball”?
Lo choc, secondo me, se c’è, sta nella frase “solo con le ragazze”, cioè nel passare dal gruppo misto dell’infanzia al gruppo sessuato dell’età adulta: ma quello è un fatto della vita, e dell’organizzazione dello sport.
Ultimo accenno, delicatissimo: se la ragazza a 4 anni non vuole abbandonare un ambiente maschile per passare a un ambiente femminile…
… eh, non è questione di regolamenti sportivi, ma di delicatezza dell’età che vive, di relazioni, di identità che ancora si sta costruendo, di tristezza dell’abbandonare un gruppo amicale.
Lavoro quotidiano, sottile, individuale, per i genitori e per l’allenatore, non da fare con l’accetta da parte di chi scrive i regolamenti federali.
[PS: io non scrivo mai "secondo la mia modesta opinione", perché è sottinteso. Però su questi argomenti e parlando con genitori dei sentimenti delle loro figlie, lo dico esplicitamente: io dico "come funziona", poi "come lo percepisce, e con quali difficoltà, una ragazzina" è un'altra, delicata, storia]
Piuttosto, il modello
@ozy
gli incentivi sono incentivi….. federali,statali,regionali,provinciali,comunali,ci sono finanziamenti dei fondi europei anche per cercare di fare volare gli asini….. vuoi che se ci fosse un progetto di alto profilo (non porta voti… e poi basta…)non si troverebbero dei finanziamenti o cofinanziamenti pubblico privato per creare delle cittadelle del baseball/softball (ho messo prima baseball per non creare risentimento nei sostenitori del basb…
) creeremmo dei centri ,nel verde, dove ragazzi e ragazze ( niente problema dell’abbandono amicale….) praticano insieme ma separati ed indipendenti lo stesso sport…. unico presidente… due vicep.. operativi e poi i tecnici che ,Argy insegna…, probabilmente potrebbero anche ,sinergicamente in alcuni casi, essere comuni adentrambe le attività. o no ?
Bello. Ma a me pare un progetto diciamo non per la sostituzione di Fraccari… e nemmeno di Monti… bisogna salire ancora piu un alto…
@daniela
ognuno vola all’altezza che gli è propria…. fatti un giretto ad Arezzo visto che , a quanto dici bazzichi i campi….., e vedrai che una stuttura così esiste già. Se gli abbini una organizzazione come quella del Bollate ti accorgerai da sola (?) che si può fare. Pensa…. ce la potrebbe fare anche Fraccari se solo avesse interesse ad allargare REALMENTE la base di questo sport.
Non era una critica…. Mi pare pero un po impegnativo come progetto… In giro non vedo molti sport che ci riescono….
Arezzo e una bella realta: due squadre in a federale, softball in a2, Campioni d Italia in A e under 21.
Ma se guardi i roster vedi che per far cio hanno rastrellato giocatori e giocatrici….
Secondo me hanno fatto bene, secondo Micali?
@Daniela “Non basta sostituire Fraccari e Monti, bisogna salire PIU’ IN ALTO”
No problem. Faccio due telefonate a Gerusalemme e paraggi, vedo cosa si può fare.
Mi sto rivoltando nella tomba come un frullino……..
La maggior parte degli interventi, sono fatti da persone che pare o non abbiano mai messo il piede in un diamante, o non hanno mai visto una gara di baseball.
Ignoranza totale dei regolamenti e delle misure dei campi.
Chi parla di alluminio nell’U21……«giocano col legno!», chi parla di sassate da 15m del SS di 19 anni in prima…..ma se sono 27m tra le basi, l’ipotenusa sarà almeno 30m e più?
Poi qualcuno prima di scrivere farebbe meglio a studiarsi le origini del Baseball USA ed apprendere che il concetto di Lega è legato indissolubilmente al concetto «denaro»: difficile da digerire da parte di chi è cresciuto all’ombra del CONI e dei soldi del Totocalcio.
Questo è il problema fondamentale della crisi dei due sport BB & SB: la mancanza di Dirigenti.
Lo ha avuto anche il calcio ed è corso ai ripari.
Il Rugby si è adeguato dopo il decollo di Basket e Volley.
Oggi è indiscutibile: il modello USA è quello vincente sia come MLB che come Little League.
Solo progetti di ampio respiro possono attirare l’attenzione mediatica, senza la quale nessun percorso è fattibile.
Seguo con interesse il forum e a mio giudizio trovo perfetto l’intervento di Babe! Niente di nuovo sotto il sole, ma se si vuole uscire dal pantano nel quale ci siamo cacciati, prima di tutto occorre una classe dirigente vera, non asservita a nessun padrone ma solo ed esclusivamente al rilancio se ancora possibile delle nostre discipline! Per cui, ben venga una nuova corsa verso la poltrona federale ma attenzione, squadre formate da dirigenti capaci, magari provenienti da altre realtà sportive o del lavoro, con programmi chiari e Regole certe, e allora forse ci sarà una possibilità, altrimenti…..
Chicco Pisi
“Oggi è indiscutibile”: “Solo progetti di ampio respiro possono attirare l’attenzione mediatica, senza la quale nessun percorso è fattibile”
1) proclamare una tesi “indiscutibile” non la dimostra. mangiati due pagnotte, fatti rinominare Aristotele e poi ne riparliamo.
Fino a allora, porta qualche numero e fatto a supporto, sennò usa un tono meno saccente.
2) cosa chiamiamo “ampio respiro”?
due mesi di campionato con 40 spettatori GRATIS al costo di 300/500 mila euro a squadra? Questo era il softball.
baseball: una milionata a squadra, 300 spettatori, 20.000 spettatori televisivi per una finale?
Se questo è il nostro “ampio respiro”, meno male che non facciamo NUOTO!
leggo su un settimanale locale una dichiarazione di Guido Soldi che afferma che il buon Fraccari ha proclamato : ” quest’anno niente + franchigie !!! ” ( le elezioni si avvicinano…..
)
) se non la pagano avranno partita persa a tavolino……
quindi quest’anno a quanto pare le squadre non in regola prima di OGNI gara dovranno pagare una multa (
Una domanda ( con considerazione maligna….) : qualcuno ne sa qualcosa ? Se la multa sarà come le altre che hanno comminato sino ad oggi immagino che non supererà i 100 € a botta così tutti felici e contenti e AVANTI COME PRIMA…. con la riacquistata verginità…..
Cosa ne pensate ?
Sono d’accordo con Babe e Chicco Pisi; purtroppo ci sono pochi dirigenti, di cui pochi sono all’altezza. Quindi non tutte le colpe dell’insuccesso degli ultimi anni sono solo della Federazione, ma va suddiviso in egual misura con le società e molti presidenti che guardano egoisticamente in casa propria senza considerare lo sviluppo del movimento.
Visto che ci siamo aggiungo: notizie fresche di questi giorni dicono che in tutto il nord-Italia iscritte alla serie “B” di softball ci sono solamente 10 squadre (figuriamoci al centro-sud!!), ma allora, non si poteva arrivare prima a conoscere questi dati, magari allargando i gironi di “A2″ (che a 7 fanno schifo) a 8 oppure 10 squadre (tanto la B non esisterà più). In virtù di questo in certe regioni non si potrà fare campionato e già due dei dieci club stanno rinunciando alle attività, mi sembra un vero peccato! In conclusione, come dicevo sopra, abbiamo bisogno assoluto di una classe dirigenziale più presente e concentrata sul movimento in generele, abbiamo necessità di non perdere continuamente pezzi per strada, abbiamo bisogno di investire quelle cifre che si spendono per straniere/i, oriunde/i e quant’altro (ma che strano….quì i soldi ci sono), nelle attività di base, quindi serie minori, giovanili e scuole.
Mary.
scusate,
ma Pisi non ha appena detto il contrario di quello che dice Mary?
Pisi propone il modello “americano” (mah…) intendendo “mlb+ll” (cioè professionismo istituzionalmente separato da giovanili), e politica dei grandi eventi finalizzata ai mass media,
cioè sostanzialmente propone di andare avanti con il modello Fraccari,
Mary propone di puntare sulle giovanili.
Ma una dice di avallare quello che dice l’altro.
Invece sono due strategie incompatibili.
I soldi sono pochi: o vanno in australiane e grandi eventi, o vanno in territorio e lavoro di base.
O cerchi la photo opportunity sperando che porti reclutamento, o fai reclutamento sperando di costruire campioni.
O credi che il meglio del baseball/softball italiano sia Liddi che parte dalla provincia e va in America, o credi che sia uno squadrone di australiane e cinesi che “fa spettacolo” e poi chiede le deroghe per fare il campionato cadette.
Capiamoci.
Perché Micali NON ha ancora detto da che parte sta.
I nostri sport si potranno forse salvare solo se, la squadra del futuro governo federale sarà maggiormente efficiente di quella attuale e di quelle passate!
Il formare una squadra di alto livello con personalità e menti importanti ( concetti già espressi in altra sezione da altri utenti ) avranno l’arduo compito di portare questo nostro derelitto movimento verso una ipotetica e non certa salvezza!
L’ottimizzazione delle risorse, in tempo di crisi è un must, ma a chi verrà concesso l’onore di rappresentare la gente del batti e corri italiano dovrà essere in grado di farlo, quindi nel momento del nostro voto attenzione, votiamo gli uomini in grado di realizzare i progetti proposti ( se condivisi ovviamente).
Sono da qualche anno uno spettatore attento alle vicende delle nostre discipline, e credo che prima del prossimo voto si dovrà riflettere molto bene, in quanto almeno per il softball, non so se vi sarà forza sufficiente per resistere sino alle elezioni successive!
Chicco Pisi
P.S.
A chi mi ha chiesto via mail o telefonicamente perchè scrivo di queste cose e proprio su questo forum rispondo che, dopo trentanni ininterrotti di campo mi girano notevolmente……. nel vederci conciati come allo stato attuale quindi, utilizzo l’unico mezzo che ho per poter parlare di cose che mi stanno a cuore e, se domani mattina altri uominidibuonavolontà apriranno altre piazze virtuali per parlare in serenità di noi, meglio!
Anch’io sottoscrivo le asserzioni di Babe e Chicco Pisi, nel merito più che nei toni.
Tutti puntano il dito contro la attuale gestione federale, che probabilmente merita buona parte di queste critiche, dimenticando che il primo problema è quello dirigenziale.
Occorrono uomini nuovi, migliori, professionali. A livello seniores e a livello giovanile. I nostri BB e SB li meritano.
Dirigenti che sappiano comunicare, che sappiano motivare, che sappiano valorizzare, che sappiano dialogare con gli amministratori locali, che non stiano rintanati nel loro guscio ma si sappiano interfacciare con i dirigenti di altri sport. Che ricordino che il successo del movimento è più importante della vittoria della coppa del nonno.
Dirigenti di questo tipo ne servono a carrettate.
Ok Giuseppe2, siamo perfettamente in sintonia, in queso momento il softball è poca roba, ma da questo poco bisogna ripartire con umiltà e massimo dialogo da parte di tutti, è ora di finirla a occuparsi ognuno del proprio orticello, ora è il momento di lavorare in blocco per il bene del softball e di tutte le società.
Mary
Faccio una piccola considerazione:
si e’ parlato di dare multe a chi non fa attività’ giovanile, punti tolti in campionato, obblighi di avere un certo numero di squadre ecc. ecc.. E qui’ si e’ scatenato tutto l’intelletto Italiano, al fine di interpretare (aggirare) queste regole.
Io ho una proposta da fare al prossimo presidente F.I.B.S. chiunque esso sia:
Premiamo con soldi o materiale, qualsiasi squadra che faccia attività’ giovanile, non facciamo pagare il tesseramento per le atlete al di sotto dei 16 anni, rimborsiamo alle società’ le trasferte per l’attività’ giovanile, ed infine per ogni nuova iscrizione di atlete al primo anno, che rimangano in attività’ almeno per altri due, diamo loro un premio, con scarpe e guanti, tuta e alla società’ un bonus di duecento euro da spendere per tasse federali.
A chi non fa’ attività’ giovanili, ne abbiamo esempi palesi, limitiamo l’acquisto o il prestito di giocatori o giocatrici per ogni stagione a una/o naturalmente senza deroghe!!!!!
Visto che alla fine parliamo tutti di soldi (denaro) e’ lì che bisogna intervenire.
La mia e’ una proposta che naturalmente può’ essere modificata, e’ un sasso buttato nello stagno, adesso mi aspetto di verde quanti cerchi faccio.